Luoghi · 3 min di lettura

L'Appia Antica: il pedaggio che salvò una strada e la domanda al bivio

Perché la via Appia è sopravvissuta mentre ogni altra strada romana finiva sotto l'asfalto, chi era Cecilia Metella e la domanda che Pietro fece a un bivio.

Il Mausoleo di Cecilia Metella sulla via Appia nel tardo pomeriggio, pini e basoli antichi
La tomba di Cecilia Metella, con il castello che i Caetani ci costruirono sopra.Le immagini sono ricostruzioni fatte con l’AI a partire da fotografie del luogo vero: qualche dettaglio può essere diverso.

I romani costruivano strade per durare, e quasi tutte oggi stanno sotto l’asfalto. La via Appia è l’eccezione: chilometri di basoli, tombe e pini che escono dalla città esattamente dove uscivano nel 312 a.C. È sopravvissuta per una ragione che nessuno aveva previsto. Una famiglia medievale ci mise un pedaggio.

La regina delle strade

Appio Claudio il Censore aprì la strada nel 312 a.C. per portare le truppe a sud verso Capua; più tardi arrivò a Brindisi, il porto per la Grecia e l’Oriente, e il poeta Stazio la chiamò regina delle strade. Ai romani era vietato seppellire i morti dentro le mura, così le prime miglia fuori porta diventarono un viale di tombe: i ricchi si contendevano i posti migliori, e il viaggio fuori città era una sfilata di nomi di famiglia. È quello che vedete oggi, in rovina, tra i pini.

Il pedaggio

Nel 1302 papa Bonifacio VIII consegnò la più grande di quelle tombe, il mausoleo rotondo di Cecilia Metella, alla propria famiglia, i Caetani. Loro ci costruirono sopra un castello e un muro attraverso la strada, e cominciarono a far pagare chiunque passasse. I mercanti fecero quello che fanno i mercanti: trovarono un’altra via. Il traffico passò a una strada parallela, la via Appia Nuova, e la vecchia Appia fu lentamente abbandonata a pastori, erba e poeti. Nessuno l’ha asfaltata, nessuno ci ha costruito sopra, e così è ancora qui. L’avidità dei Caetani è la cosa migliore che sia mai capitata all’archeologia romana.

Cecilia Metella

Della donna dentro la tomba non sappiamo quasi nulla. Era figlia di un generale, Metello Cretico, e nuora di Crasso, l’uomo più ricco di Roma, che aveva fatto fortuna comprando a poco i beni dei condannati e che pagò la carriera del giovane Giulio Cesare. Byron la chiamò moglie di Crasso, e non lo era. La sua tomba è un tamburo di travertino alto undici metri, decorato con un fregio di teschi di bue che ha dato il nome alla zona, Capo di Bove; le merlature di mattoni in cima sono dei Caetani. Una tomba così grande, per una donna, in un mondo governato dagli uomini, è l’unica cosa che ci dice di lei, ed è molto.

Il circo

Poco prima della tomba, sulla sinistra, c’è la pista per le corse dei carri meglio conservata del mondo romano: il Circo di Massenzio, costruito intorno al 309 per un imperatore che tre anni dopo perse il trono e la vita a Ponte Milvio. È lungo mezzo chilometro e ospitava circa 18.000 spettatori. Guardate in alto nelle volte delle torri e vedrete centinaia di anfore di terracotta annegate nel calcestruzzo per alleggerirlo. L’obelisco che oggi sta a piazza Navona fu trovato qui, a pezzi.

Domine, quo vadis?

Più vicino alla città, dove la strada si biforca, c’è una chiesetta semplice. La leggenda dice che Pietro, in fuga da Roma e dalla persecuzione di Nerone, incontrò qui Cristo che camminava nella direzione opposta e gli chiese: “Signore, dove vai?” “A Roma, a farmi crocifiggere di nuovo.” Pietro capì, tornò indietro e andò incontro alla propria morte. Dentro la chiesa c’è una lastra di marmo con due impronte di piedi che si dicono di Cristo; è una copia, e l’originale è custodito nella basilica di San Sebastiano, poco più avanti. Quasi certamente la lastra è un antico ex voto lasciato da un viaggiatore per ringraziare di un viaggio finito bene, il che, su questa strada, è una storia a sua volta.

Buono a sapersi

  • Il nostro tour Catacombe e Appia Antica percorre la strada antica in golf cart elettrico, abbastanza silenzioso da sentire le cicale, e comprende la visita guidata delle catacombe e l’ingresso alla villa e al circo di Massenzio.
  • La domenica e nei giorni festivi l’Appia Antica è chiusa alle auto e si riempie di ciclisti e di gente a piedi.
  • I basoli sono antichi e sconnessi: scarpe basse, e un cappello d’estate. Nei tratti aperti non c’è quasi ombra.

Dal golf cart

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Questo luogo è sul percorso di questi tour: una sosta, una foto e la storia raccontata dal vostro autista.

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