Luoghi · 3 min di lettura
Castel Sant'Angelo: la tomba di un imperatore, un angelo e un orafo in fuga
Nato come tomba, diventato fortezza, battezzato da una visione. Castel Sant'Angelo in cinque minuti, compresa la notte in cui Cellini si calò dal muro.

Niente a Roma ha cambiato mestiere tante volte quanto questo edificio rotondo sul fiume. È stato tomba, fortezza, prigione, appartamento papale, tesoreria, caserma e museo. Il nome viene da una visione, la forma da un imperatore morto, e la sua fuga più famosa da un orafo con un pessimo carattere.
La tomba
L’imperatore Adriano lo cominciò intorno al 130 come mausoleo per sé e per la sua famiglia: un enorme tamburo di pietra su una base quadrata, piantato a cipressi e coronato da una statua dell’imperatore su un carro. Costruì anche il ponte davanti, nel 134, perché i romani potessero attraversare il fiume per rendergli omaggio. Morì nel 138 e fu sepolto qui l’anno dopo, e così gli imperatori venuti dopo di lui, fino a Caracalla. Nel V secolo la tomba era già un forte. Quando i Goti assediarono Roma nel 537, i difensori finirono i proiettili e gli tirarono addosso le statue.
L’angelo
Nel 590 la peste stava uccidendo Roma. Papa Gregorio Magno guidò una processione attraverso la città per chiederne la fine e, mentre attraversava il ponte, racconta la storia, alzò gli occhi e vide l’arcangelo Michele in piedi sulla tomba, che rinfoderava la spada. La peste si fermò. Da allora l’edificio si chiama castello del Santo Angelo, e un angelo sta lassù dal Medioevo. Quello che vedete oggi è di bronzo, dello scultore fiammingo Peter Anton von Verschaffelt, e risale al 1752. Quello di marmo che ha sostituito, scolpito da Raffaello da Montelupo nel 1544, sta in un cortile all’interno, un po’ sorpreso di trovarsi all’altezza degli occhi.
La via di fuga dei papi
Nel 1277 papa Niccolò III fece costruire un passaggio coperto in cima alle vecchie mura, tra il Vaticano e il castello. È lungo 800 metri e i romani lo chiamano il Passetto. Nel maggio del 1527, quando le truppe di Carlo V saccheggiarono Roma, papa Clemente VII lo percorse tutto di corsa con i cardinali che gli reggevano le vesti, e poi guardò la città bruciare dagli spalti per sette mesi. Tra i difensori sulle mura, quell’anno, c’era un orafo fiorentino di nome Benvenuto Cellini, che in seguito sostenne di aver sparato di persona al comandante degli assalitori, il connestabile di Borbone.
La fuga di Cellini
Undici anni dopo Cellini era di nuovo lì, stavolta da prigioniero, accusato di aver rubato gioielli papali proprio durante quell’assedio. La storia la racconta lui nella sua autobiografia, e la racconta bene. Tolse i chiodi dalla porta della cella con delle tenaglie che aveva nascosto, annodò le lenzuola in una corda e si calò di notte lungo il muro esterno. La corda era troppo corta. Saltò, si ruppe una gamba, si trascinò verso la città con la gamba fasciata in una striscia di stoffa e fu ripreso nel giro di pochi giorni. Uscì per sempre un anno dopo, grazie a un cardinale, e andò a fare la saliera d’oro che oggi sta a Vienna.
Il ponte degli angeli
I dieci angeli di ponte Sant’Angelo portano ciascuno uno strumento della Passione: la corona di spine, i chiodi, la lancia, la spugna. Li disegnò il Bernini nel 1667 per papa Clemente IX e li scolpì la sua bottega. Il papa trovò i due scolpiti dal Bernini in persona troppo belli per stare sotto la pioggia e se li tenne: oggi sono nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. Puccini fece finire la Tosca su questi spalti: la cantante si getta dalla cima del castello nelle ultime battute dell’opera.
Buono a sapersi
- Il nostro tour in Model T costeggia il fiume davanti al castello; con la partenza delle 19 lo trovate illuminato. Il tour in golf cart ci passa davanti andando verso piazza San Pietro.
- Il castello è un museo: contate un’ora e mezza, e salite fino alla terrazza sotto l’angelo per una delle viste migliori sulla cupola di San Pietro.
- Il ponte è pedonale. La fotografia migliore del castello si fa dal centro del ponte, nel tardo pomeriggio.

Dal golf cart
Passateci davanti con noi
Questo luogo è sul percorso di questi tour: una sosta, una foto e la storia raccontata dal vostro autista.




