Storie e leggende · 3 min di lettura
Le api dei Barberini e la maledizione del ventiduesimo anno
Una piccola fontana ai piedi di via Veneto, un'iscrizione che contava un anno di troppo e un papa morto otto giorni prima. Le api dei Barberini, spiegate.

In fondo a via Veneto, dove si apre su piazza Barberini, c’è una fontana davanti a cui quasi tutti passano senza fermarsi: una conchiglia di travertino aperta, con tre api che ci bevono dentro. La fece il Bernini nel 1644, come abbeveratoio per i cavalli, ultimo dono di un papa che a Roma aveva dato molto e tolto parecchio. Le api sono la chiave della storia.
Api dappertutto
Alzate gli occhi quasi ovunque a Roma e troverete tre api: sul Baldacchino di San Pietro, sulla Fontana del Tritone in mezzo a questa piazza, sui portoni dei palazzi, sulle facciate delle chiese, sulle fontane. Sono lo stemma dei Barberini, la famiglia di Maffeo Barberini, che regnò come Urbano VIII dal 1623 al 1644. (All’inizio sullo scudo c’erano dei tafani; le api suonavano meglio.) Urbano fu il papa del Bernini, del Baldacchino, del Tritone e del processo a Galileo. Fece anche togliere il bronzo dal portico del Pantheon per farne cannoni, e questo valse alla famiglia la battuta più tagliente di Roma: quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini.
L’iscrizione
La Fontana delle Api porta un’iscrizione in latino. Nella prima versione diceva che la fontana era stata costruita nel ventiduesimo anno del pontificato di Urbano. I romani fecero i conti sulle dita: il papa era stato eletto nell’agosto del 1623, quindi nella primavera del 1644 era nel suo ventunesimo anno. L’iscrizione lo lusingava con un anno che non aveva ancora vissuto. I romani dissero che i Barberini, dopo essersi presi tutto il resto della città, adesso si prendevano anche il tempo.
Il numero fu corretto in silenzio in XXI. Non servì a niente. Urbano VIII morì il 29 luglio 1644, otto giorni prima dell’anniversario che avrebbe aperto il suo ventiduesimo anno. Roma, che aspettava, festeggiò per strada.
La fontana che ha traslocato
Se la fontana sembra un po’ fuori posto, è perché lo è. In origine stava all’angolo di via Sistina, rivolta verso la piazza, e fu smontata nel 1880 quando il traffico aveva bisogno di spazio. I pezzi rimasero in un magazzino per 35 anni e furono rimontati nel 1915 all’angolo di via Veneto, dove la vedete adesso, con qualche parte nuova al posto di quelle andate perse.
Intorno alla piazza
- Il Tritone. In mezzo alla piazza il tritone del Bernini sta inginocchiato su una conchiglia sorretta da quattro delfini e soffia un getto d’acqua da una buccina. Fu finito nel 1643, un anno prima delle api, e le api ci sono anche lì.
- Palazzo Barberini. Su per la salita, il palazzo di famiglia costruito da Maderno, Borromini e Bernini ospita oggi la Galleria Nazionale d’Arte Antica: la Giuditta di Caravaggio, la Fornarina di Raffaello e un soffitto di Pietro da Cortona in cui le api volano verso il cielo.
- Via Veneto. La strada de La dolce vita sale dalla fontana alle mura. I paparazzi non ci sono più; i platani e i caffè sì.
Buono a sapersi
- Piazza Barberini è il punto d’incontro del nostro tour food & wine: la fontana è a trenta passi da dove aspetta il golf cart.
- La piazza è a pochi minuti dalla Fontana di Trevi e da piazza di Spagna, due tappe del nostro tour in golf cart.
- La fermata della metro Barberini (linea A) si apre sulla piazza.

Dal golf cart
Passateci davanti con noi
Questo luogo è sul percorso di questi tour: una sosta, una foto e la storia raccontata dal vostro autista.




