Storie e leggende · 3 min di lettura

La Bocca della Verità: un tombino diventato macchina della verità

Un chiusino romano, una prova medievale per i bugiardi, una moglie che la beffò e un urlo rimasto in un film. La Bocca della Verità in cinque minuti.

Il volto di marmo della Bocca della Verità nel portico di Santa Maria in Cosmedin, una donna infila la mano nella bocca
La Bocca della Verità nel portico di Santa Maria in Cosmedin.Le immagini sono ricostruzioni fatte con l’AI a partire da fotografie del luogo vero: qualche dettaglio può essere diverso.

Ogni mattina, prima che arrivi il primo pullman, c’è un momento in cui il portico di Santa Maria in Cosmedin è silenzioso. Dal muro guarda fuori un volto rotondo di marmo, un metro e settantacinque di diametro, consumato dalla pioggia, dal tempo e da qualche milione di mani. È il chiusino più fotografato del mondo.

Che cos’è davvero

Nessuno ha scolpito la Bocca della Verità per dire la verità. Fu fatta nel I secolo, quasi certamente come chiusino di uno scarico, e il volto con i buchi per occhi, naso e bocca è con ogni probabilità un dio fluviale o Oceano, il dio del mare: l’acqua gli passava attraverso. Per secoli è rimasta in giro per questo quartiere, che era il vecchio porto fluviale e il mercato del bestiame. Nel 1632 fu murata nel portico della chiesa, ed è lì che la trovate oggi.

La prova

Alla Roma medievale piaceva l’idea che la pietra potesse giudicare le persone. La storia era questa: mettete la mano nella bocca e giurate. Se mentite, la bocca si chiude e ve ne andate senza la mano. Guide, mariti e qualche tribunale l’hanno usata come minaccia per secoli.

Il racconto più noto riguarda una moglie romana accusata di adulterio. La portarono davanti alla Bocca, ed era colpevole. Ma aveva un piano. Lungo la strada un uomo uscì dalla folla, l’abbracciò, la baciò e fu trascinato via come un pazzo. Allora lei infilò la mano nella bocca e giurò che nessun uomo l’aveva mai tenuta tra le braccia tranne suo marito e “quel matto di poco fa”. Ogni parola era vera. La bocca restò aperta e l’amante, che naturalmente era il matto, se ne tornò a casa. In alcune versioni la pietra se la prese tanto da non funzionare mai più.

L’urlo

Nel 1953 William Wyler girò qui Vacanze romane. Gregory Peck infilò la mano, la tirò fuori nascosta nella manica e finse che la Bocca gliel’avesse presa. Ad Audrey Hepburn non l’avevano detto: l’urlo che vedete nel film è quello vero, e Wyler tenne quel ciak. Da allora la fila non è mai sparita del tutto.

Intorno alla Bocca

  • La chiesa. Santa Maria in Cosmedin è più vecchia della leggenda: nell’VIII secolo fu data ai cristiani greci fuggiti da Costantinopoli, e il nome viene da una parola greca che significa “ornamento”. Il campanile di mattoni, sette piani di piccole arcate, è tra le torri medievali più alte di Roma; dentro, il pavimento è un mosaico cosmatesco del XII secolo. Su un altare laterale, in un reliquiario di vetro, c’è un teschio che la tradizione lega a san Valentino.
  • I due templi. Dall’altra parte della piazza stanno due dei templi meglio conservati della Repubblica: quello rotondo di Ercole Vincitore, l’edificio di marmo più antico ancora in piedi a Roma, e quello rettangolare di Portuno, il dio del porto. Per molto tempo quello rotondo è stato chiamato tempio di Vesta. Non lo è mai stato.

Buono a sapersi

  • Il portico è gratuito. La fila può arrivare a 30–40 minuti in tarda mattinata; prima delle 9:30 o dopo le 17 di solito è corta.
  • La piazza sta tra il Circo Massimo e l’Aventino, tutti e due sul percorso del nostro tour in golf cart. Se la fila è corta, chiedete al vostro autista: una foto richiede cinque minuti.
  • Infilate la mano con il dorso verso l’alto. Gregory Peck faceva così.

Dal golf cart

Passateci davanti con noi

Questo luogo è sul percorso di questi tour: una sosta, una foto e la storia raccontata dal vostro autista.

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