Consigli pratici · 3 min di lettura
Fontana di Trevi nel 2026: il biglietto da 2 euro, le monetine e tre storie
Da febbraio 2026 l'area della vasca costa 2 euro. Come funziona il biglietto, dove finiscono le monetine, quando la piazza è vuota e le storie dell'autista.

Dal 2 febbraio 2026 per scendere nell’area intorno alla vasca della Fontana di Trevi serve un biglietto da 2 euro. Ecco come funziona, e perché la fontana merita più dei due minuti che le dedicano quasi tutti.
Il biglietto
- Costa 2 euro e vale per l’area a gradoni intorno alla vasca, tutti i giorni dalle 9 alle 22. Non pagano i residenti a Roma e nella Città metropolitana (con un documento), i bambini sotto i 5 anni e le persone con disabilità con il loro accompagnatore.
- Si compra online sul sito ufficiale, nei Musei Civici e nei Tourist Infopoint del Comune, oppure all’ingresso (solo con carta).
- La piazza resta libera: la fontana si vede dalla strada a qualsiasi ora, senza biglietto.
- I soldi vanno alla manutenzione della fontana e della piazza, dove dalla fine del 2024 possono scendere al bordo dell’acqua solo poche centinaia di persone alla volta.
- Nel nostro tour in golf cart e nel tour in Model T il biglietto è incluso per ogni adulto.
Prezzo, orari ed esenzioni controllati il 23 ottobre 2026 sulla pagina ufficiale di Turismoroma.
Le monetine
Il rito della monetina è più giovane di quanto sembri. Per secoli si diceva che chi beveva l’acqua di Trevi sarebbe tornato a Roma. Le monetine arrivarono nel Novecento e fecero il giro del mondo con il film Tre soldi nella fontana del 1954; sei anni dopo Anita Ekberg entrò nella vasca ne La dolce vita e completò l’opera. Le regole, per chi ci tiene: mano destra, sopra la spalla sinistra, di spalle all’acqua. Una moneta per tornare a Roma, due per innamorarsi, tre per sposarsi.
Sul fondo finiscono circa un milione e mezzo di euro l’anno. Il Comune li raccoglie ogni settimana e li consegna alla Caritas, che li spende in mense e dormitori. Entrare in acqua, invece, costa una multa di diverse centinaia di euro.
Tre storie
L’acqua. La fontana è il punto d’arrivo dell’Acqua Vergine, un acquedotto che Agrippa inaugurò nel 19 a.C. Il nome viene da una leggenda: a dei soldati romani che morivano di sete nella campagna a est della città una ragazza indicò una sorgente. L’acquedotto funziona quasi senza interruzioni da duemila anni, quasi tutto sottoterra, e alimenta ancora oggi la fontana. Nel Settecento i viaggiatori inglesi se ne portavano le brocche in albergo: si diceva che facesse il tè migliore di Roma.
La tassa sul vino. Negli anni Quaranta del Seicento papa Urbano VIII voleva una fontana più grande e pagò i primi lavori con una nuova tassa sul vino. Su Pasquino, la statua malconcia dove i romani appendevano le loro lamentele, comparve un biglietto: dopo aver tassato il vino, il papa rinfrescava i romani con l’acqua. La fontana che vedete è più tarda. Nasce da un concorso vinto nel 1732 da Nicola Salvi, che morì nel 1751 e non la vide finita, undici anni dopo di lui.
Il nome. Trevi è semplicemente tre vie, le strade che si incontravano qui. La sorpresa non l’ha progettata nessuno: la fontana è solo troppo grande per la sua piazza. Girate l’angolo di un vicolo ed eccola, che occupa l’intera facciata di un palazzo, con Oceano sul carro a conchiglia e due cavalli marini, uno calmo e uno agitato, perché il mare è tutt’e due le cose.
Quando andare
- Prima delle 8 del mattino la piazza è quasi vuota e la luce è bassa e morbida. I nostri tour partono alle 10, alle 13, alle 16 e alle 19; la partenza delle 19 trova la fontana illuminata, che è tutta un’altra fontana.
- La domenica mattina è il momento più tranquillo della settimana.
- Non sedetevi sul bordo della vasca e non mangiate lì: sono tutte e due cose che si multano.

Dal golf cart
Passateci davanti con noi
Questo luogo è sul percorso di questi tour: una sosta, una foto e la storia raccontata dal vostro autista.




